2 gennaio 2009

CAPODANNO: LA PACE SULLA CARTA E NELLA VITA

Un gruppo di montanari italiani è arrivato a casa mia. L'ultimo dell'anno ha scalato la Serra Dourada. E' alta solo 1200 metri, ma per salire con le temperature e il sole tropicali è quanto basta. Guardate questo ragazzo di Benedello: come è felice di aver raggiunto la cima! Il panorama, di lassù, è magnifico. Si sente un vincitore, lui che è abituato ad affrontare i calanchi.

Ogni primo giorno dell'anno rinnoviamo gli auguri di pace sulla terra e celebriamo la Giornata Mondiale della Pace. Il papa scrive un messaggio speciale. Il primo augurio di pace del cristianesimo fu fatto dagli angeli a Betlemme, due millenni orsono: "Pace in terra agli uomini (e donne) di buona volontà". Il papa Giovanni XXIII 45 anni fa scrisse la "Pacem in terris" . Si fa davvero qualche passo concreto ed efficace, o ci sentiamo a posto solo perchè abbiamo la Dottrina Sociale della Chiesa su un pezzo di carta?

Ci sono molti suggerimenti interessanti nel messaggio di Benedetto XVI di quest'anno. Dice che la miseria favorisce o aggrava i conflitti armati, e questi producono ancor più miseria. Perciò la costruzione della pace dipende da tutte quelle azioni, pubbliche e private, che diminuiscono le disparità tra classi ricche e classi povere, paesi ricchi e paesi poveri. Ce n'è per tutti. La politica e i politici sono chiamati a ridurre drasticamente le ingenti spese in armi e militarizzazione, e impegnare tali risorse per garantire a tutti i cittadini e a tutti i paesi il necessario per le necessità fondamentali della vita, che sono un diritto e non un favore! Ciascuno di noi ha il dovere di adottare uno stile di vita più sobrio e più solidale, per non sprecare risorse alla faccia di chi manca del necessario, e per non aggravare i danni ambientali che sono già a livelli critici.

Dice anche che, chi vuole essere veramente cristiano, vede Cristo nel volto dei fratelli. E tutti, comunque - se non vogliamo che gli auguri di pace all'inizio di ogni anno siano solo un rito privo di senso o un atto di pietismo ipocrita - dobbiamo imparare i principi fondamentali della responsabilità sociale e fratellanza umana. Negli ultimi decenni tutti i dati hanno indicato un aumento costante del fossato che separa ricchi e poveri. Questo vuol dire che di politiche veramente umane e cristiane non ne sono state fatte, ed è stato fatto il contrario. Regna e impera l'ipocrisia, e il dio dei potenti di questo mondo è il lucro che permette di togliere dalle tasche dei poveri per accumulare in quelle dei ricchi. L'etica, tanto invocata a favore della vita quando si tratta di cellule staminali, di infermi in stato vegetativo e altre cose del genere (forse solo per sembrare buoni cattolici?), è già morta e defunta sul piano dell'onestà economica, solidarietà sociale e civismo.

Poi cita Giovanni Paolo II: "Fedeli all'invito del loro Signore, le comunità cristiane non trascureranno di assicurare sostegno a tutta la famiglia umana con una solidarietà creativa, non solo condividendo il superfluo ma soprattutto alterando "gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società". Vi ho tradotto e riassunto brevemente il messaggio papale frammezzato con riflessioni mie personali non per distorcerne il senso (potete leggere l'originale se non vi fidate!), ma perchè mi era venuto un dubbio atroce: "Chi li legge questi messaggi?" Eppure sono profondi e ispirati al vangelo. Forse la gente aspetta altro. Vuole esempi pratici, o qualche gesto forte che la svegli. In pratica ci sono miliardi di persone che non hanno bisogno di modificare il loro stile di vita, perchè vivono già una sobrietà che sconfina nella miseria. Ce ne sono milioni che hanno fatto scelte personali coerenti, di fede cristiana o semplicemente di coerenza umana.

Cosa ci possiamo aspettare dai palazzi? Gli Erodi difendono i loro troni. Rivolgiamo lo sguardo alle stalle e catapecchie, o più semplicemente alle case e canoniche modeste del mondo, alle comunità di base e a tutti coloro che hanno consacrato la vita alla fraternità che è condivisione e costruisce la pace! Gesù vi rinasce ogni giorno. I pastori si riuniscono ad adorare ed escono glorificando Dio. La gente si meraviglia. Qualcuno, come Maria, pensa a questi avvenimenti e li conserva nel cuore. La Parola di Dio scende dall'alto, ma si incarna nelle persone di buona volontà e diventa vita nuova. Stamattina ho portato la comunione alla signora Argisa, una donna di 77 anni dell'estrema periferia che è stata colpita da un ictus e per qualche tempo non potrà più camminare. E' devota di San Francesco, ed era sempre la prima ad arrivare nella chiesina dedicata a lui nel quartiere, per la messa. La prima cosa che mi ha detto, iniziando la preghiera, è stata: "Preghiamo perchè finisca la violenza!"

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