26 maggio 2008

CORPUS DOMINI E LE ALTRE FESTE

Maggio e giugno sono due mesi di matrimoni e feste di patroni. L'ultima grande festa religiosa liturgica è stata quella del Corpus Domini, cioè dell'Eucaristia. Che in Italia avete celebrato domenica scorsa, e noi il giovedì precedente secondo le tradizioni.

L'Eucaristia è un dono che ci ha lasciato da Gesù: "Ogni volta che farete questo, lo farete in memoria di me". Mi piace molto celebrarla. Un pò meno nelle grandi Chiese Parrocchiali piene zeppe, dove si celebra generalmente in modo un pò formale osservati, spesso, da una folla eterogenea con la quale è difficile avere una "comunione" non solo spirituale ma anche di sentimenti manifesti. Tantissimo, invece, nelle piccole comunità di periferia e rurali, in cui ti senti tutt'uno con gli altri e il memoriale di Gesù Cristo si fa carne e sangue, vita condivisa, unione di cuori e di propositi.



Il mio amico POSTINO, a proposito di questa festa, scrive che è "il contrario del conte Ugolino. Che non avendo più cibo, si mangiò i suoi figli. Lui, invece, perché il mondo avesse vita, perché il mondo avesse vita, capite?, quel giorno e per sempre, disse: Mangiate me. E sperava che noi imparassimo a fare lo stesso". E aggiunge: "Noi, se si fosse il vostro governo (ma, forse anche altri, la maggioranza), la prima cosa che si farebbe sarebbe di abolire la festa di oggi e di mettere al bando l’Eucaristia e censurare nei Vangeli il racconto della Cena. Anzi, bruciarli tutti, i Vangeli, perché trasudano eucaristia in ogni loro pagina. Lo diciamo, perché la festa odierna, il racconto della Cena, i Vangeli, trasmettono la memoria sovversiva del Signore e vai a sapere se un giorno o l’altro – è già avvenuto qualche volta nel passato, anche recente – le chiese (cioè, i loro presunti fedeli) non la prendano sul serio e agiscano di conseguenza".


La "memoria sovversiva" a cui si riferisce il postino non è l'anarchia oppure la violenza armata, e non è neppure (tanto per intenderci) il principio egoistico per cui ciascuno di noi consuma molta energia ma vuole l'inquinamento e le centrali elettriche lontane da casa. Oppure produce rifiuti in abbondanza ma è disposto a fare la rivoluzione per evitare che gli mettano una discarica nella sua città. Il che vuol dire che "paga" affinchè il suo sudiciume se lo sorbiscano "gli altri".
La sovversione dell'Eucaristia è l'esatto contrario. Noi cattolici, che apprezziamo tanto "fare la comunione", prima o poi dovremo impararlo, ma pare che la lezione sia ancora lunga... Imparare che faccio davvero bene la comunione con Cristo se questa mi porta a trattare gli altri, tutti, come parte con me dello stesso "Corpo di Cristo". Naturalmente non impareremo mai finchè guarderemo le pratiche religiose come un aspetto della vita separato dagli altri aspetti: cattolici in Chiesa, e gente comune fuori, preoccupata solo dei propri bisogni e interessi. Mai come oggi il mondo ha bisogno della nostra testimonianza per non andare alla deriva, ma noi non sappiamo ancora darla! Il massimo che sappiamo fare, forse, è tentare di imporre con le leggi dello Stato alcune norme morali che nemmeno noi rispettiamo.Se è questo che facciamo, Gesù ci staffila: "Farisei ipocriti, caricate gli altri di pesi pesanti che voi non toccate nemmeno con un dito".


La mia parrocchia ha una ventina di cappelle, ognuna dotata di un Santo Patrono, e in questi due mesi sono parecchie quelle che celebrano la festa del Patrono. San Benedito (in Italia si chiama San Benito), Santa Rita, Madonna di Fatima, San Giuseppe (sarebbe in marzo, ma lo hanno spostato a maggio per evitare le piogge), San Pietro, Sant'Antonio....Ogni festa è preceduta da una novena. Il primo giorno di novena e il giorno della festa c'è la messa. Negli altri giorni c'è una Celebrazione della Parola, presieduta da laici. Dopo ogni celebrazione, c'è un intrattenimento: il comitato della festa (festeiros) offre un brodo di gallina con cipolle caldo, delizioso: a pagamento, naturalmente. E la quermesse, fatta in vari modi. Il principale è l'asta di polli, porcelli, frutta, torte, arrosti e perfino vitelli donati per il mantenimento della Chiesa. Chi ha inventato queste cose se ne intendeva, perchè la gente dona generosamente e si diverte un mondo.


E' importante mantenere queste tradizioni, pur con tutti i loro limiti, per impedire o almeno ritardare la "tabula rasa" che il mondo moderno (la globalizzazione) sta compiendo di tutte le culture e realtà locali. Appiattire l'umanità su un unico standard di stile di vita e su un pensiero unico è un percorso di morte. La gente rimane orfana e sbandata. Quelli che vivevano di piccole imprese produttive, rurali o artigianali, oltretutto, rischiano anche la fame. Il danno è già in fase molto avanzata, ma qualcosa di salvabile c'è ancora: e allora, cerchiamo di salvarlo. Nel mese di giugno celebraremo anche una "Festa dei raccolti", come si fa a Modena in Ottobre o Novembre. Quì sarà diocesana. Tutte le parrocchie si daranno convegno a Ceres, per celebrarla sotto la presidenza del Vescovo.


Il 26 luglio prossimo avremo, poi, la Romaria da Terra dello Stato di Goiàs. L'evento avrà luogo a Planaltina, Diocesi di Formoso, nel nord dello Stato. Noi stiamo già organizzando i pulmann per partecipare. Per darvi un'idea di come sono fatte queste romarias, vi posto l'unico video in italiano che ho trovato su questo argomento: quello della romaria dello scorso anno nello Stato nordestino di Alagoas.


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