La stagione delle piogge regala una bizzarra sorpresa alle nostre celebrazioni eucaristiche notturne in campagna: sciami di insetti. Il piú sgradito l´abbiamo avuto dieci giorni fa nella cappella di Santa Rita. A frotte piccolissimi coleotteri a striscie bianhe e gialle hanno preso possesso della tovaglia bianca dell´altare e hanno continuato a svolazzare intorno per tutto il tempo. La gente del posto, simpaticamente ironica, lo chiama: "Maria fedida". Fedida significa puzzolente. Il nome Maria, se non mi inganno, é legato al fatto che é assai frequente... Si sono divertiti poco anche i fedeli, ma si sono confortati assistendo alla mia lotta per proteggere calice e teca con le ostie, e ad allontanare quelle che mi si fermavano sul naso. Immagino che queste bestioline siano convinte di essere profumate, perché prediligono fermarsi sul naso (oltre a girare attorno alle lampade e aggrapparsi voluttuosamente a tutto ció che é bianco). Ma la serata peggiore é stata ieri sera. Celebravo all´aperto, sotto un porticato, con un bel gruppo di gente. Intorno, la campagna tutta buia. Attratti dalla luce, gli insetti poco alla volta hanno invaso l´ambiente, cosí numerosi che ho dovuto spostare il corporale con tutte le cose della messa in un angolo buio, e poi continuare le preghiere e l´omelia stando alla larga dalle lampadine. A parte la scomoditá e il disturbo, é un autentico spettacolo osservare quanta vita c´é, quanti esseri viventi che normalmente noi neppure immaginiamo. Sono piccolissimi, spregevoli, li calpestiamo e uccidiamo, ma sono creature di Dio come noi. E forse che le nostre dimensioni e il nostro valore sono grandi in confronto all´universo che ci circonda? Chissá se il Signore non ha un piano di salvezza anche per loro?
Questa settimana é stata funestata da diversi lutti. É morta la signora Maria, la moglie di Arlindo. Ambedue, per molti anni, sono stati tra i piú impegnati nella nostra comunitá parrocchiale. Siamo sempre rimasti legati da una profonda amicizia. Sono anche i padrini di Silvio, il figlio di Peppino e Giovanna, una coppia di Varese che ha fatto volontariato a Itaberaí e continuano a mantenersi in contatto e fare visite (sono passati di qui l´estate scorsa). Arlindo era un dirigente di comunitá di base. Maria seguiva e partecipava agli incontri delle donne che si riunivano per lavori artigianali. In questi ultimi tempi si erano un pó ritirati, ma hanno seguito e aiutato moltissimo un accampamento di senza-terra. Il marito ha la mia etá, lei é piú giovane. É stata una morte prematura e inaspettata. É andata all´ospedale a Goiania serenamente, per una chirurgia alla vescicola, ma é sopravvenuta un´infezione per cui l´hanno dovuta operare di nuovo, e non ha resistito. Ho visto la sua bara scendere nella fossa, poi scomparire sotto le palozzate di terra rossa. Cosí finiamo, e di tutto il nostro parlare e movimentare rimangono solo affetti, ricordi e nostalgie: e davanti a Dio le opere buone. Cosí crediamo e speriamo.
É morta pure la signora Dalva, la mamma di Maria Alice, che fu una delle nostre catechiste. E poi l´ex-sindaco Carlos Mendonça, che é deceduto di infarto in seguito a una colluttazione con un ladro che era entrato, nottetempo, in casa sua. Per cui abbiamo avuto pure un giorno di lutto cittadino. Carlos ha la casa vicina a quella di Arlindo: era stato alla veglia funebre della signora Maria. Quando é rientrato, due ladri lo hanno seguito e quando hanno puntato le armi contro di lui e sua moglie, lui ha reagito lottando mentre i vicini chiamavano la polizia. A quel punto uno dei due é scappato, e l´altro é stato arrestato. L´ex-sindaco si é sentito poco bene, si é avviato a piedi verso l´ospedale vicino, e giá in ospedale, dopo circa mezz´ora, é stato colpito da infarto. In effetti era ancora giovane e forte, ma aveva diversi by-pass. La gente ha partecipato in massa al suo funerale, perché sono molti ad averne un buon ricordo. Curiosamente, nel momento della sepoltura gli hanno dedicato una raffica di mortaretti: pare che fosse stata una sua richiesta esplicita, perché era appassionato di fuochi.
Nel frattempo, durante la settimana scorsa abbiamo pure cambiato sindaco. Il precedente, che aveva vinto per pochi voti le elezioni, é stato condannato per compra di voti (corruzione elettorale). Per tutto l´hanno, mentre si svolgevano le diverse istanze del processo, le tensioni anche forti tra le diverse fazioni della cittá non sono mancate. Tutta la vicenda ha dei risvolti un pó oscuri e discutibili, ma si sa, in politica molta gente pensa che l´essenziale é vincere. É subentrato il suo avversario, il dottor Benedito. In pochi giorni ha giá licenziato tutti gli impiegati del primo e secondo scalone, come si usa fare da queste parti. Ora stanno setacciando i dipendenti degli scaloni inferiori. Quelli che sono stati assunti sulla fiducia, senza concorso né diplomi adeguati, se hanno partecipato alla campagna elettorale del suo rivale saranno dimessi (dicono che ci sia anche il problema di "asciugare la macchina", perché il comune ha troppi dipendenti. Don Eligio ed io siamo andati a trovarlo, perché abbiamo una convenzione col comune per la manutenzione e i salari dei dipendenti dell´asilo San Francisco, che deve essere rinnovato. Pare che non ci saranno problemi, ci ha rassicurati che rinnoverá il contratto. Il dottor Benedito é molto popolare ad Itaberaí, soprattutto per la sua professione di medico pediatra, che svolge da anni con molta attenzione e gentilezza. Le campagne elettorali accendono passioni e mettono in rilievo molte contraddizioni, ma penso che sará un buon amministratore.

Mi rendo conto che questo é un post di cronaca molto locale, che a voi puó interessare assai poco. Avró difficoltá anche a trovare foto per illustrare questa pagina, perché sono indaffarato e non ho mai portato con me la macchina fotografica. Voi avete beghe assai piú grosse: ma coraggio, almeno siete governati da uno che ha le palle! Non vi consola? Se non vi basta, ritorniamo col pensiero all´Avvento, e alle promesse di Dio. Ieri sera Isaia ci diceva: "Io sono il Signore tuo Dio, che ti prendo per mano e ti dico: non temere, ti aiuteró. Non avere paura Giacobbe, povero verme, non abbiate paura uomini di Israele. Io vi aiuteró" (41, 14). E se non bastasse, ci sono le parole di Gesú: "In veritá vi dico, di tutti i nati nessuno é maggiore di Giovanni Battista. Tuttavia, il piú piccolo del regno dei cieli é maggiore di lui" (Matteo, 11, 11). Con Cristo siamo sicuri della salvezza, ma proprio per questo abbiamo il dovere di resistere e insistere nella difesa della vita.
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