2 gennaio 2012

ANNO 2012

Ho cercato una foto da pubblicare come una specie di simbolo per il 2012: ad Itaberaí non ho trovato di meglio di questa (il mio consiglio é di cliccare sulla foto per ampliarla, se no non si vede niente). Una concessionaria locale che vende macchine agricole di un´impresa olandese: New Holland. Gioia e orgoglio dell´agrobusiness itaberino. É a duecento metri da casa mia, ma pioveva forte stamattina. Queste macchine prospettano un altro anno di crescita economica del Brasile. Gloria e risalita della graduatoria delle piú forti economie del mondo. Ma assomigliano pure ai mostri metallici di Transformers, a Megatron per chi ha visto il film di Spielberg (la TV GLOBO non ce lo fa dimenticare). Che cosa ci riservano?
All´inizio di un anno la messa ci ripete la lettura in cui Javhé, attraverso Mosé, insegnava al popolo d´Israele a benedire: "Dí ad Aronne e ai suoi figli: voi benedirete i figli di Israele cosí: Javé ti benedica e ti custodisca! Javé ti mostre il suo volto brillante e abbia misericordia di te! Javé ti mostre il suo volto e ti conceda la pace!" Queste parole, sostanza della nostra fede, suonano come ingenue! Non é cosí che viviamo, non é cosí che ho vissuto. Ho imparato fin da piccolo la canzonatura, la maldicenza, l´ironia e la diffidenza, l´imprecazione, l´ira, la veritá sparata come uno schiaffo, l´ostentazione del malumore: e una vita di doveri e di obblighi sotto minaccia di ritorsioni. I rapporti umani nelle nostre strutture sono improntati piú all´esclusione o inclusione che all´aiuto fraterno e al soccorso delle debolezze. Oggi tutto questo é chiamato con nomi considerati intelligenti e nobili: strategia del fare, retribuzione del merito. La dolcezza sembra bandita dalla faccia della terra e pure io, assai spesso, le stacco la spina dentro di me. Talvolta senza volere o senza accorgermene. Nonostante il vangelo e la pretesa comunione con Gesú Cristo. Noi abbiamo un ordine a cui sottometterci e a cui sottomettere gli altri, per amore o per forza. Raramente benediciamo. Provo a immaginare un mondo in cui tutti benedicono tutti: e si risponde con la benedizione anche a chi ti offende, minaccia, deruba e calpesta i tuoi diritti. Potrebbe essere l´anticamera del Regno di Dio. Forse é proprio questa la "fede" che ci manca per vincere il male. Siamo ancora pagani.
Mi consola che in Brasile é ancora comune benedire e chiedere la benedizione. Lo fanno i ragazzi coi loro genitori e padrini, lo fanno i fedeli cattolici con noi preti e coi fedeli piú anziani e stimati. Ed esiste ancora il rapporto confidenziale oltre le ragioni economiche e politiche. Nei mesi scorsi la Dilma aveva firmato un decreto, approvato in Parlamento, che annullava "Un milione di cisterne per il nordest", che ripassava fondi all´Associazione Semi-Arido (ASA), gestita da agricoltori nordestini, per la costruzione di cisterne per la raccolta di acqua piovana nelle case dei piccoli proprietari di quella regione. Al suo posto, il governo pretendeva di finanziare l´acquisto di cisterne di plastica e ne affidava l´installazione agli amministratori pubblici. Centinaia di lavoratori le hanno scritto: "Dilma, noi ti vogliamo bene, non farci questo dispetto. Il vecchio progetto sta andando bene, migliaia di famiglie hanno giá ricevuto la cisterna e la loro vita é cambiata. Le cisterne di plastica non sono durevoli e affidabili come quelle di cemento. Inoltre, vengono da una grande impresa di chissá dove, mentre le nostre sono fabbricate da ditte locali e danno lavoro a una grande quantitá di piccolissimi imprenditori. Gli amministratori non conoscono la nostra realtá e non la sentono nella pelle. Il fondo lo gestiamo noi, e cosí siamo sicuri che i soldi vanno a destinazione e il lavoro procede rapidamente". La Dilma ha ritirato il decreto e ha ripristinato il finanziamento all´ASA.
Il primo dell´anno la televisione (canale Record, di proprietá della Chiesa Universale del Regno) ha trasmesso un reportage tra la "gente di strada". Il Brasile ha 24 mila ragazzi che vivono in strada. Non é un problema insuperabile per un paese come il Brasile: basterebbe un pó di buona volontá, di mobilitazione delle parrocchie e della gente, di interessamento dei governi federale e statali. Abbiamo visto anche adulti di strada, alcune famiglie che hanno perso la casa nelle alluvioni e smottamenti dello scorso anno e ora vivono sotto i viadotti: pareti di tela, letti, tavolo, sedie, qualche mobile, fornelli, in qualche caso anche il frigo. La crisi economica dei ricchi in che cosa consiste? Potrebbe essere "Parola di Dio", Profezia: fate tutti un passo indietro. Fate spazio a questi vostri fratelli. Fate regnare Dio sull´umanitá. Potrebbe essere questo anche il segreto dell´ecumenismo!
Da fonte Adital: tutti gli sforzi della catena McDonald's per inserirsi nel mercato boliviano sono rimasti infruttiferi. Non é servito a niente avere preparato l´umido Ilajwa, piatto favorito dell´altopiano, né presentare i migliori locali della regione. Dopo 14 anni di presenza nel paese, e nonostante tutte le campagne fatte e programmate, la catena é stata costretta a chiudere gli otto ristoranti aperti nelle tre principali cittá della Bolivia: La Paz, Cochabamba e Santa Cruz de la Sierra. Si tratta del primo paese latino-americano che rimarrá senza McDonald's e il primo paese nel mondo in cui l´impresa chiude per conti in rosso durante piú di una decada. L´impatto, per i chefs del marketing é stato di tale forza da far registrare un documentario col titolo "Perché McDonald's ha fallito in Bolivia" (vedi, in spagnolo, su you tube). Il documentario include interviste con cuochi, sociologi, nutrizionisti, educatori, storici....Tutti coincidono che il rifiuto non é da attribuire agli hamburguer, né ai sapori. Il rifiuto é alla mentalitá dei boliviani. Tutto indica che, letteralmente, il "fast-food” é l´antitesi del concetto boliviano di come si deve preparare un cibo. In Bolivia il cibo, oltre al gusto, richiede attenzione, igiene e un lungo tempo di preparazione. Il cibo rapido non é per quella gente, hanno concluso i nord-americani.

1 commento:

  1. Realmente todos nós cristão devemos buscar, revestir-se de sentimentos de compaixão, bondade, humildade, mansidão, paciência e viver mutuamente o que o proprio Cristo nos ensinou.Por isso é preciso deixar o nosso orgulho de lado, juntamente com o nosso comodismo.Para que o mundo fique melhor, sem mais familias inteiras vivendo nas praças, ou morando debaixo de lonas.
    Eu também acredito que desta maneira nós poderiamos trabalhar com mais força o Ecumenismo,para o bem de todos e todas.
    Mariana.

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