29 maggio 2016
FESTE PAESANE
Per rendere questo post piú vivace useró le foto della campagna nei dintorni, molto bello. A fine primavera ci sono ancora rose canine in fiore, i fieni sono stati falciati e il grano comincia a imbiondire.
Il mio problema per fare questo blog, è che non riesco ad avere fotografie disponibili. Per esempio sabato scorso, ultimo sabato di maggio, a Varana abbiamo festeggiato solennemente la Madonna delle Grazie, a cui è dedicata la nostra chiesa-santuario. Secondo me è stata una cosa dell´altro mondo. Immaginate una cittadina di 400 abitanti in massima parte contadini e operai, in mezzo alle montagne, che riunisce circa 200 persone in una chiesa per la messa solenne. In un giorno feriale, con le scuole e le fabbriche aperte. Nella stagione dei fieni, in una giornata di sole in cui i contadini non possono certo tralasciare i lavori dei campi! E queste 200 persone finanziano una bellissima banda locale, quella di Riccó, che accompagna una processione. Accompagnano l´immagine della Madonna da un capo all´altro del paese. Cosa c´è di piú bello di una banda che attraversa il paese suonando inni di due secoli fa? Una signora commenta: “La banda è gioia pura, si spande tra questi monti, illumina il vialone ed entra nelle case”.
Don Federico Pigoni, rettore del Seminario di Modena, ha presieduto la Santa Messa. Quasi nessuno, qui, lo conosceva, ed ora tutti sono entusiasti di lui. Ha trasmesso la passione per l´Eucaristia, marcando ogni parola delle preghiere con la sua voce forte, chiara e gioiosa. Ha rivelato con chiarezza, in dialogo coi bambini e con la gente, lo spírito della esortazione Gioia del Vangelo (Evangelii gaudium) del papa Francesco, e gli orientamenti pastorali dell´arcivescovo Erio per una Chiesa missionaria e “in uscita”. Poi abbiamo pranzato all´aperto tutti insieme, in lunghe tavolate. Come ho detto, io non ho fatto fotografie. Ero impegnato in confessionale e poi ad aiutare nella celebrazione. La stessa cosa è accaduta ieri, domenica, festa del Corpus Domini. Nella S. Messa abbiamo inserito la presentazione dei catechisti e dei ragazzi, celebrando la conclusione dell´anno catechistico. C´erano tutti, con le loro famiglie. La Santa Messa, ci hanno detto le letture, non è uno spettacolo da guardare e ascoltare, ma un “memoriale” da cui lasciarsi coinvolgere e da vivere.
In questi paesi di mezza montagna la poca gente rimasta cerca di conservare il meglio delle tradizioni. Familiari, parenti e amici che sono andati ad abitare altrove tornano, perché quel passato è una radice della loro vita. Gioiscono nel ritrovarlo. Altri passanti casuali si fermano ad ammirare. Siamo una eccezione all´economia di mercato che ha livellato ogni cosa. Non è che si voglia ritornare al passato! Lo sanno tutti che non è possibile. Ma si vuole rivivere quello spirito del passato che ha aiutato a sopportare tante sofferenze e vincere. Si sa che il futuro prossimo non promette bene, ed è meglio aiutare i giovani a trovare qualcosa che li aiuti ad affrontare il male e costruire un futuro migliore.
Alla tivú vediamo lo scempio della dignitá umana: barconi di migranti che si rovesciano nel mare, bimbi che sbarcano e non trovano piú in genitori, sperduti nel mediterraneo. Persone sfracellate dalle bombe dei terroristi. Sono i poveri cristi che continuano a versare il sangue, a perdere la vita. Quí invece, nelle sparute comunitá di borgata,si apprezza un pizzico di gratuitá e di condivisione. Le piccole cose della vita: il gusto di incontrarsi, parlarsi, perdere tempo e mangiare insieme. E questo è probabilmente lo spirito col quale ci si puó avvalere e sviluppare la comprensione del grande dono di Gesú: tutta la sua vita donata a noi, che riviviamo nel segno dell´Eucaristia. Dove le persone si riuniscono in suo nome, Gesú si fa presente, e fa nascere pensieri e gesti di condivisione e solidarietá anche verso i fratelli naufragati nella sofferenza.
17 maggio 2016
MESE DI MAGGIO
Noi abbiamo osato celebrare il mese di maggio con il rosario all´aperto, nelle borgate. Si prega davanti alle colonnine (maestá), sparse nel paese e nei caseggiati di campagna. Fin´ora ci é andata bene: abbiamo preso qualche serata freddina e alcune gocce di pioggia, ma sempre sopportabili. Una sera abbiamo sfiorato l´acquazzone.
Ci sono due posti fissi, con il rosario tutte le sere. Il primo, dove si riunisce ogni sera uno sparuto gruppo, é la maestá ai limiti del paese sulla provinciale che da Sassuolo conduce a San Pellegrinetto e poi a Serra. É una colonnina interessante, perché fu fatta a ricordo delle Sante Missioni del 1954, nel centenario delle apparizioni di Lourdes, e nello stesso tempo nel centenario anche del colera che infestó la regione dal 1853 al 55. Lo ricorda una lapide posta sotto l´immagine della Madonna Immacolata. L´altro posto fisso é nella borgata di Sassi di Varana, accanto all´antica chiesa parrocchiale, dove recentemente un artista ha dipinto immagini dei misteri gaudiosi. Le immagini sono inserite dentro a nicchie incavate nel muro di cinta della Chiesa. A pochi metri di distanza c´é il monastero ristrutturato ove abitano le suore, che vi organizzano l´accoglienza di gruppi di scout o di ritiri spirituali di adulti. In quel luogo il rosario, diretto dalle sorelle di Maria (sorelle in senso ampio) é alle 17.30.
Ogni martedí sera, alle ore 20, la preghiera é organizzata a turno in altre borgate, sempre vicino a maestá o piccolissime cappelle. A richiesta abbiamo aggiunto anche due lunedí. In queste occasioni di solito si riunisce una folla un pó piú numerosa. Va sottolineato che a Varana la devozione alla Madonna ha una tradizione molto forte, tant´é vero che la chiesa parrocchiale é santuario della Madonna della Ghiara, miracolosa, quí chiamata Madonna delle Grazie di Varana. All´interno della chiesa c´é un dipinto di autore ignoto che un tempo si trovava a Varana Sassi, e la tradizione vuole che si sia trasferito da solo sul tronco di un albero per designare la volontá della Madre di Gesú che la chiesa fosse costruita dove si trova ora. Potete constatare nelle fotografie! La prima non é l´immagine originale, quella antica da cui é nata la devozione popolare, che é fissa nella parte centrale dell´abside. É invece un quadro grande dipinto di recente da un´artista, allo scopo di portarla in processione il giorno della festa. Viene esposta in chiesa durante il mese di maggio, e durante l´anno rimane nascosta dietro l´altare maggiore.
La festivitá solenne accade l´ultimo sabato di maggio, cioé il prossimo 28. Ore 9.15 confessioni, ore 10 santa messa seguita da processione con la banda (quest´anno sará quella di Riccó; lo scorso anno fu quella di Montese). Poi ci sará un pranzo comune offerto dal Circolo Sacro Cuore, sotto i teloni se sará bello, o dentro alla sede del circolo se pioverá. Il pranzo é aperto a tutti gli iscritti.
16 maggio 2016
LA PENTECOSTE
La domenica 8 maggio abbiamo realizzato una gita-pellegrinaggio ad Assisi. Un poco nello spirito del Giubileo della misericordia, e un poco nell´intento di passare una giornata insieme, allegramente, rafforzando lo spirito di comunitá. Due pulman, 110 persone circa. Una gita rapida, ma assai felice. Santa Messa alla Porziuncola, poi pranzo tutti insieme nel parcheggio dei pulman. Non ci sono parole per definire l´alta qualitá dell´organizzazione. Hanno portato con sé tutto: tavoli, sedie, colazione completa con torte fatte in casa, pranzo da signori con antisecondo, torte fatte in casa, vino e altre bevande, eccetera. Mai visto niente di simile.
Dopo il pranzo, visita guidata da un frate che ha trasmesso una riflessione sulla vita e la testimonianza di San Francesco e cenni sui piú importanti luoghi francescani. Visita alla Basilica (superiore e inferiore) di San Francesco e alla chiesa di Santa Chiara. Poi ritorno, con sosta per la cena.
Ieri domenica di Pentecoste. Ancora oggi lo Spirito Santo ci scuote e accende molti cuori come avvenne con gli Apostoli. In modo diverso. Oggi sono il papa Francesco e gli Arcivescovi di Modena e Bologna, che ci chiamano a riavvicinarci al Vangelo e ripartire per la missione. L´esortazione "Gioia del Vangelo". Il mondo alza muri e sembra sprofondare negli orrori della violenza. É il momento di sucoterci e annunciare il Regno di Dio. Arcivescovo di Modena: "Essere presenti tra la gente con gioia. Pregare insieme. Ascoltare insieme la Parola di Dio. Incontri conviviali. Corresponsabilitá dei laici. Sentirsi Chiesa". Arcivescovo di Bologna: "Non lasciarci chiudere in recinti protetti. Tutta la Chiesa deve essere missionaria. Chiesa in uscita. Testimoni, non custodi di un museo".
Ancora l´Arcivescovo di Bologna:"Ci scontriamo con stanchezze. Molti si identificano con papa Francesco, ma senza entusiasmo. Molte paure. Non possiamo accettare lo slogan: "Prima noi, poi gli altri". La missione non é uno slogan né un ornamento. No a "abbiamo sempre fatto cosí!" Dobbiamo darci una mossa e rimetterci in gioco. Interventi: "Per cambiare bisogna recuperare la libertá di spirito". "Preghiera e vita in comunitá".
13 maggio 2016
DIARIO DA VARANA
Questo era il mio post dal Brasile. Lo scorso anno, 2015, ho chiuso le pubblicazioni a febbraio. Poi un anno difficile, di incertezze: la sorella ammalata gravemente, il trasferimento in Italia, la scomparsa dell´Arcivescovo Mons. Lanfranchi, l´inserimento nella pastorale diocesana e, a novembre, nella parrocchia di Varana e Pescarola.
Ora i miei pochi lettori piú o meno casuali (in questi giorni ancora 6 persone avevano aperto questa pagina) potranno ritrovare quí i miei commenti sulla vita alla luce del Vangelo in un nuovo contesto. Mi propongo che siano brevi, e che esprimano la gioia del Vangelo. Per questo ho cambiato il titolo generale. Il nome di Bartimeo, che fa parte del link (bartimeo3.blogspot.com) é ancora valido, perché raffigura bene tutti noi, ciechi sempre bisognosi di chiedere a Gesú che apra i nostri occhi alla sua luce per illuminare le tenebre nelle quali camminiamo sempre e da sempre.
Abito a Varana, che é un luogo bello. Nel mondo ci sono tanti luoghi bellissimi, e questo non é da meno. Di qui passano tante persone, amici, e la parrocchia é molto piccolo (al contrario di quelle in cui sono stato in Brasile). Perció c´é tempo anche per incontrare le persone e fermarsi a chiacchierare. C´é un bar-pizzeria semplice, in stile di campagna, ma economico e con una pizza molto buona. La comunitá vivace, accogliente e simpatica. Venite pure. Un abbraccio.
Certo che oggi, vigilia della Pentecoste, anche quí a Varana bisogna riflettere su come accogliamo lo Spirito Santo e quale sia la nostra reazione al suo "fuoco" e al suo "vento impetuoso". Lo vedo nella forza spirituale di tanti anziani e malati che, nonostante tutto, sentono la sua presenza e si mettono nelle mani del Padre come offerta in comunione con Cristo. In un gruppetto di adulti e giovani che si costruiscono e si donano per essere utili alla loro comunitá! In loro é presente la gioia del Vangelo. Molti percepiscono il papa Francesco come "fuoco" e "vento" dello Spirito. Leggo e ascolto gli orientamenti degli arcivescovi di Bologna e Modena che tentano di far giungere questo impulso fino alle nostre comunitá!
21 febbraio 2015
LA CRISI E LE GUERRE
A Modena la quaresima è iniziata con la morte dell´arcivescovo Antonio. Parola di Dio. Il mistero pasquale comincia lí: morte e resurrezione a nuova vita. Il Vangelo della prima domenica di quaresima di quest´anno è un brano di Marco che riassume, in poche frasi, i punti chiave della vita di Gesú. Sorprendentemente sono anche i punti chiave della nostra storia: personale, della Chiesa, della societá stessa. Ed io riassumo a ruota libera la riflessione di Pagola.
Gesú, spinto dallo Spirito, va nel deserto, dove affronterá molte prove. Non è una sua iniziativa: accetta di andarci per obbedienza allo Spirito. Anche noi ci troviamo spesso in situazioni difficili, di sofferenza e di pericolo: siamo noi che le cerchiamo o è lo Spirito che ci spinge ad affrontarle? È la Chiesa che ha scelto di perdere gran parte del suo potere nei paesi in cui era padrona del campo, o è per iniziativa di Dio che è stata spogliata, contro voglia, da tante ricchezze, privilegi, tesori di arte e cultura, per ridursi a seguire piú alla lettera la strada stessa del Vangelo? Dobbiamo piangerci addosso o ringraziare Dio di farci aprire gli occhi, in queste situazioni di persecuzione e rifiuto di tanti, a ció che è essenziale e che spesso dimenticavamo? “Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, e il resto vi sará dato in sovrappiú”.
La seconda chiave è che nel deserto Gesú viveva tra animali selvaggi, violenti: non sono la metafora della malvagitá che ci assedia? Delle forze del male che ci minacciano? Ma anche delle persone che cercano di sviarci dal cammino del Regno per cercare la ricchezza, il potere, la carriera, il successo per noi o per la nostra stessa Chiesa? E gli angeli lo servivano. Gli angeli non sono il simbolo del bene, della bontá e dell´amore che sopravvive e opera anche nei momenti piú difficili della vita e della storia, rendendo possibile la nostra resistenza e mantenendo viva in noi la gioia di vivere? Non dobbiamo disperarci nemmeno di fronte alla crisi, alle guerre in corso o che sembrano imminenti. Chiediamo al Signore la forza e non sottovalutiamo mai gli angeli da cui siamo circondati e aiutati. La terza chiave è che Gesú, dopo quel periodo nel deserto, si fa discepolo di Giovanni Battista che annunciava il Regno di Dio nella regione del Giordano. Marco, riassumendo sbrigativamente, non racconta il battesimo di Gesú ma fa supporre che abbia passato un periodo col Battista, perché scrive che andó in Galilea dopo che Giovanni Battista fu arrestato. Gesú non ha evitato ció che fa parte della nostra condizione umana: abbiamo bisogno di riflessione e di ascoltare dei buoni maestri per fare bene le nostre scelte. In Galilea Gesú cominció a predicare il Regno di Dio. Le prime parole del suo annuncio sono quasi le stesse che Giovanni Battista predicava: segno evidente che Gesú aveva creduto e aderito all´annuncio del suo precursore. Eccetto in un punto: Gesú non minaccia di separare il grano dalla pula e bruciarla, o di abbattere con la scure le piante che non danno buon frutto. Dice solo: “Il tempo è giá compiuto e il Regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete alla Buona Notizia”. E comincia a curare malati, liberare indemoniati, e insegnare un nuovo modo di vivere. È un programma anche per la nostra quaresima. Giá che mi ritrovo in mezzo alla confusione e alle sorprese continue di un cambiamento, sono costretto a riflettere sui fondamenti della fede. Sono venuto a fare tre giorni di ritiro sulla traccia del vangelo di Giovanni. Questo Vangelo è diverso dagli altri. Ce lo presenta il francese Pe. Francisco Rubeaux, Provinciale degli Oblati di Maria Immacolata in Brasile. Egli fa questo paragone: i tre vangeli sinottici sono come fotografie di Gesú, invece quello di Giovanni ci offre una radiografia che ci fa entrare nello spirito di Gesú. È Gesú osservato nella luce dello Spirito Santo. La comunitá che lo scrisse viveva in condizioni di estrema difficoltá: espulsi dalle sinagoghe dai rabbini, ingiuriati, perseguitati dalla gente dell´impero romano e a volte perfino uccisi in nome di Dio perché considerati atei che attiravano l´ira degli déi sul popolo romano. Molti abbandonavano la fede per paura. In quel clima la comunitá cercava forza in Gesú per non lasciarsi sviare. Non è difficile trovare un parallelo tra quella situazione e la nostra di oggi. Noi viviamo in un mondo cristiano di nome, ma il suo spirito è pagano. Nella mia parrocchia molti vivono onestamente e profondamente cercando di seguire Gesú e sono assetati di conoscerlo meglio, ma non è che una piccola parte. Complessivamente viviamo nello spirito del mondo, come direbbe Giovanni. Ci accontentiamo delle apparenze e facciamo propaganda competitiva per avere il numero maggiore di fedeli come fanno i commercianti per attirare ai loro negozi o supermercati. Noi non saremo segno di Dio e del suo Regno se continueremo cosí. Gesú voleva mettere nel mondo gente con uno spirito nuovo, un nuovo senso della vita, allo scopo di umanizzare le relazioni. È un percorso di conversione. È prevedibile che si debbano affrontare conflitti, persecuzioni e umiliazioni, come è accaduto a Gesú.
14 febbraio 2015
LEBBROSI
Le foto sono del carnevale dei bambini dell´asilo São Francisco.
Vi pubblico un commento al Vangelo di domani (Marco, 1, 40-45), perché mi sembra particolarmente importante per indicare la strada di Gesú. La cura del lebbroso di solito viene sistematicamente trasformata in una metafora e spiritualizzata: andiamo in Chiesa, da Gesú, a implorare che curi le lebbre della nostra anima!" Va bene anche questo. Ma Gesú non ha curato solo la lebbra. Ha mostrato che non gli piace che si usino il nome di Dio e le norme religiose per emarginare e condannare le persone all´isolamento e bandirle dall´amicizia, dalla solidarietá, dalla societá e dalla Chiesa. Questo commento di Pagola mi fa venire in mente cos´era la lebbra ancora quando eravamo bambini noi, e guardavamo il film di Molokay. I lebbrosi erano considerati uno schifo e chiusi nei lebbrosari. C´é voluto l´eroismo di missionari belgi e di medici (Hansen, Raul Faullerau),per sfatare il pregiudizio e scoprire le cure. Oggi non si parla piú di lebbra ma di Hanseniasi, e i lebbrosari sono stati aboliti. Le cure si fanno a domicilio, senza isolamento. Magari si facesse cosí anche per le altre "lebbre" sociali per cui la gente viene esclusa, rifiutata, guardata con disprezzo.
"Inaspettatamente un lebbroso si avvicina a Gesú, Secondo la legge non poteva entrare in contatto con nessuno. È un impuro ed ha l´obbligo di vivere in isolamento. Tantomeno puó entrare nel tempio. Come potrebbe, Dio, accogliere un essere cosí ripugnante alla sua presenza? Il suo destino è una vita da escluso. Questo è ció che la Legge stabilisce. Ció nonostante, questo lebbroso disperato osa sfidare ogni norma. Sa di fare una cosa illegale. Per questo si mette in ginocchio. Non corre il rischio di parlare con Gesú faccia a faccia. Da quella posizione fa questa supplica: “Se tu vuoi, puoi ripulirmi”. Sa che Gesú ha il potere di curare, ma lo vorrá fare? Avrá il coraggio di toglierlo dall´esclusione a cui è condannato in nome di Dio?
È sorprendente l´emozione che la prossimitá del lebbroso provoca in Gesú. Non si scosta e non si inorridisce. Di fronte alla situazione di quel pover´uomo, “si commuove fino alle viscere”. La tenerezza lo scuote fino a traboccare. Come potrebbe non curarlo lui, che vive mosso soltanto dalla compassione di Dio verso i suoi figli piú indifesi e disprezzati? Senza esitare, stende la mano verso quell´uomo e tocca la sua pelle disprezzata dai puri. Sa che è proibito dalla legge e che, con quel gesto, dimostra di confermare la trasgressione giá iniziata dal lebbroso. Solo la compassione lo spinge: “Lo voglio, che tu sia curato!”
Questo é ció che vuole Dio incarnato in Gesú: ripulire il mondo dalle esclusioni che vanno contro la sua pietá di Padre. Non é Dio che esclude, ma le nostre istituzioni. Non è Dio che emargina, ma siamo noi. D´ora in poi tutti devono sapere con chiarezza che non si deve escludere nessuno in nome di Gesú.
Seguire Gesú significa non provare orrore verso nessun impuro o impura. Non negare la nostra accoglienza a nessun escluso. Per Gesú, la persona che soffre è piú importante della norma. Mettere sempre davanti la norma è il modo migliore per perdere la sensibilitá di Gesú verso i disprezzati e rifiutati. La forma migliore per vivere senza pietá.
In pochi luoghi é riconoscibile lo Spirito di Gesú piú che in quelle persone che offrono sostegno e amicizia gratuita a prostitute senza difesa, o accompagnano ammalati di aids dimenticati da tutti, che difendono omosessuali che non possono vivere degnamente la loro condizione... Persone simili ci ricordano che nel cuore di Dio c´è posto per tutti.
José Antonio Pagola - Tiempo Ordinario - B - (Marcos 1,40-45) - 15 de febrero 2015
6 febbraio 2015
DEL PIÚ E DEL MENO
Foto:la cena di saluto della parrocchia.
Francesco Panigadi: lunedí scorso sono andato a riceverlo a Goiania con la macchina. È il direttore del Centro Diocesano di animazione missionaria. È venuto in Brasile il 24, per partecipare all´incontro dei missionari Fidei Donum dell´America Latina, che si è svolto ad Aparecida do Norte (SP), presso il santuario nazionale del Brasile. Io non ci sono andato, e nessuno si è lamentato…. Francesco ha poi fatto una visita ai missionari modenesi in Brasile, preti e suore soprattutto, ed è rimasto 2 giorni con me. Ha visto qualcosa della nostra attivitá e gli ho fatto pure visitare la cittá di Goiás, patrimonio storico Unesco. Ieri lo è venuto a prendere don Maurizio in Goiás, e con lui concluderá il suo viaggio in Brasile.
Ferie: Gennaio è tempo di ferie estive. Pure i preti vanno quasi tutti in ferie. Lasciano le parrocchie e vanno a passare qualche giorno con le famiglie, oppure a fare turismo. Itaberaí fa eccezione perché c´è la novena di San Sebastiano. Peró dopo la festa anche noi abbiamo cancellato quasi tutti gli impegni in agenda: in piú avevamo anche i preparativi dei miei due colleghi per cambiare parrocchia. Padre Luís, dopo aver preparato le valigie, è andato a Goiás a un Corso Biblico. Padre Severino ha ricevuto fratelli e nipoti in visita ed è andato in giro a mostrare le bellezze di Goiás. Poi si sono uniti a lui alcuni preti (tra cui anche il nostro don Maurizio) e sono andati a Caldas Novas, una rinomata stazione termale di acque calde. Io sono rimasto a casa. Le mie ferie le ho fatte in agosto in Italia A parte la benedizione ai defunti e i battesimi, perché la gente non smette di nascere e morire, e alcune messe e confessioni, ho avuto tempo per leggere e meditare.
San Martino: negli ultimi giorni del mese ci siamo trovati di nuovo tutti insieme, appena il tempo necessario perché i miei due colleghi di equipe facessero le valigie. I parrocchiani si sono prodigati nei saluti e manifestazioni di affetto: cenetta di confraternizzazione con piú di 500 persone, visite, regali, e molti inviti a pranzo. Sono stato coinvolto pure io, che non sono ancora in partenza e avrei voluto andarmene alla chetichella. Gli incontri di addio mi mettono in imbarazzo. Giovedí 29 abbiamo pranzato insieme e poi loro due sono partiti per Ceres con tutto. Adesso, in febbraio, stanno arrivando i nuovi preti (il piú giovane è giá qui) e riprenderemo la routine normale, mentre io preparo la mia partenza per marzo.
Discorsi: la gente saluta con calore, manifesta il suo affetto, e questo fa piacere e solletica la nostra vanitá. Sappiamo che molte persone sono sincere, altre no.
Acqua: Si parla molto di acqua tra la gente. È stato un anno caldissimo e molto scarso di pioggia. I goiani in chiesa lodano continuamente Dio per la bella natura che ci ha donato e chiedono pioggia. A San Paolo la situazione è drammatica, migliaia di persone sono senz´acqua e in parlamento si discute sull´opportunitá di razionarla. Tuttavia tutti quelli che possono installano l´aria condizionata in casa e in ufficio: il clima naturale non piace, preferiscono aria artificiale. È arrivato il benessere! In cittá stanno abbattendo decine di alberi antichi per sostituirli con palme imperiali che non fanno ombra e richiedono grandi quantitá d´acqua, perché provengono da paludi. Dicono che sono piú belle! Si lavano ogni giorno marciapiedi e pavimenti con la gomma. Si disboscano le foreste e perfino i margini dei torrenti e si distruggono le sorgenti. Si fanno mucchi di rifiuti ovunque, nei fiumi e nelle campagne e nei boschi. Si tolgono gli alberi e l´erba attorno a casa e si pavimenta con cemento per poter camminare senza imbrattare le scarpe. E non parliamo dell´agricoltura intensiva che utilizza quantitá enormi di acqua per l´irrigazione seccando il lenzuolo freatico. È cosí evidente che ci stiamo rovinando da soli, che non escluderei una prospettiva ottimista: poco alla volta la gente, almeno per il proprio interesse, finirá per mettere giudizio!
Presidente: finalmente una buona notizia dall´Italia. L´elezione di Sergio Mattarella fa sperare bene. Proietta l´immagine di una Italia onesta, e credo che si possa dire che rispecchia la realtá della maggior parte del popolo italiano, che è fatto di gente onesta. È passato poco tempo da quando si supponeva che avrebbero eletto Silvio, immagine dell´altra Italia.
Regno di Dio: molte miserie umane che anni addietro erano solo bisbigliate ora appaiono sulle prime pagine dei giornali. Non esistono solo gli orrori dei fondamentalismi e il cinismo assassino delle guerre e dell´economia, ma anche il marcio quotidiano della societá, della politica e perfino dentro alla Chiesa e alle Chiese. Scopro cose che non sapevo, non capisco e spesso mi spaventano. Ma non posso, per questo, buttare via tutto, perché conosco moltissime persone sincere e oneste che si sforzano ogni giorno e ogni momento di seguire la strada del Regno di Dio. Comprendo meglio perché si dice “in mezzo alle tenebre e ombre di morte comparve una luce” (Isaia).
PS: adesso che é caduta pioggia abbondante per ore di seguito, é salito un coro di lodi a Dio!
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