19 gennaio 2009

RELIGIOSITA' E VITA REALE


I viaggiatori italiani mi hanno portato i tortellini preparati dalle donne di Maserno. Questa foto testimonia che li abbiamo fatti in brodo e mangiati in compagnia: in casa del mio vicino, perchè erano molti e non si potevano sprecare! Tante grazie alle buone signore e ai visitanti, che ora si preparano a tornare in patria dopo aver visitato anche le cascate di Iguassù e Brasilia. La nostra novena di San Sebastiano termina stasera. Nelle letture e omelie della messa abbiamo trattato questi temi: 1) Il battesimo (Don Eligio). 2) I beni materiali e la criminalità (Padre Luis Cardalda, missionario in partenza per il Mozambico). 3) La piramide sociale e la criminalità (Padre Eduardo Calandro). 4) L'impunità delle "alte sfere" del crimine (Padre Chico, cioè io). 5) I mezzi di comunicazione sociale e la criminalità (Dom Eugenio, vescovo). 6) La violenza del razzismo (Padre Mauro). 7) La violenza nelle strade (Don Maurizio Setti). 8) Lo sfruttamento sessuale (Padre Severino, parroco). 9) L'universo delle droghe (Padre Celismar). Argomenti molto forti, afflusso imponente. Le messe, mediamente, sono durate 90 minuti (come le partite di calcio).

Domani sarà la grande sagra. Considerando la partecipazione massiva di questi giorni alle messe della novena, ci possiamo aspettare un'apoteosi. Davvero tanti hanno preso parte alle riflessioni sui problemi gravi che ho elencato sopra, hanno cantato e pregato chiedendo perdono e facendo buoni propositi. La discrepanza tra l'intensa e sincera religiosità (almeno così sembra!) e la vita reale non mette un pò paura? Mi sembra che la maggior parte di chi viene in chiesa siano persone oneste, però c'è anche tanto sfoggio di ricchezza e strafottenza di alcuni, impunità delle alte sfere sociali, corruzione elettorale e politica, sfruttamento della prostituzione, violenza e indisciplina nella circolazione stradale, traffico di droga e alcoolismo, eccetera. Dopo tante magnifiche celebrazioni qualcosa cambierà?

Il Brasile ha negato all'Italia l'estradizione di Cesare Battisti. Credevo che fosse stato impiccato dagli austriaci nel 1916, per tradimento. Ora, invece, è accusato di 4 omicidi. Gli hanno concesso lo stato di rifugiato politico. Secondo la Giustizia brasiliana quei delitti sono stati di carattere politico e il colpevole, se ritorna in Italia, rischia di essere ucciso. Alcuni giornali hanno segnalato il fatto come "piccola crisi diplomatica", citando la frase di un politico italiano che, secondo i giornali, si appella a Lula affinchè cambi idea: "Noi non torturiamo e non abbiamo la pena di morte!" Lula ha risposto dando copertura al Ministro della Giustizia: "Il nostro Stato è sovrano, ciò che ha deciso dev'essere rispettato". Con la disoccupazione raddioppiata negli ultimi tre mesi, credo che l'Esecutivo brasiliano abbia abbastanza problemi più urgenti di cui preoccuparsi. E anche quello italiano.

17 gennaio 2009

FRATERNITA' E PUBBLICA SICUREZZA

Il tema di quest'anno della Campanha di Fraternità lanciato dalla Conferenza dei vescovi per la quaresima, quest'anno, è difficile e scabroso. Noi ne abbiamo anticipato alcuni aspetti nella novena della festa del patrono. Eduardo Calandro, prete novello della diocesi di Goiàs, ha predicato la terza sera di novena della festa del patrono. Il suo tema era la piramide sociale. Ha detto che la piramide esiste perchè noi abbiamo tolto a "Dio" la lettera "d" ed è rimasto solo "io". A causa di questo 400 mila bambini ogni anno muoiono di fame, 45 ogni ora. Che non si vota per costruire un paese giusto, e molti cristiani anche cattolici vendono il voto. Che anche se preghiamo per la pace non la otterremo, perchè non facciamo la nostra parte. Non condividiamo. Io ero seduto in fondo alla chiesa, e ho visto un uomo abbastanza giovane alzarsi e uscire sfilando tra la folla. Uno solo. Trent'anni fa, in circostanze di questo genere, uscivano a decine. I preti, a volte, cadevano in depressione, e su alcune questioni più scottanti c'è stato anche chi si è beccato fucilate. Quando si va ancora più a fondo escono anche oggi, ma la situazione è certamente migliorata. Quanto costa predicare il Vangelo, quando si commentano brani come quello che ha commentato Eduardo: "Ipocriti, pulite l'esterno del bicchiere ma dentro ci lasciate la sporcizia. Colate la pagliuzza, ma vi bevete il cammello. Pagate le decime del mentolo, ma non praticate la giustizia"!

13 gennaio 2009

LA FESTA DEGLI ANIMALI

Di ritorno da una pozzanghera ai bordi dell'asfalto, una mandria di buoi "nelore" si ferma incuriosita e gira il capo per osservare il fotografo. Queste bestie nascono predestinate a diventare bistecche, ma prima vivono dignitosamente. I pascoli sono immensi e pittoreschi, popolati da garzette, emas, curicacas e altri uccelli che amano la loro compagnia. I loro proprietari pongono rulli di sale e vasche d'acqua corrente lungo i loro percorsi, per rendere loro la vita più facile. Hanno dato loro anche un santo protettore: San Sebastiano, 20 dicembre. Ad Itaberaì questo santo è, addirittura, il patrono della parrocchia, come lo è dell'antica capitale del Brasile, Rio di Janeiro. Gli allevatori tengono da parte il vitello o il manzo più gagliardo per offrirglielo il giorno della festa. Il santo, da parte sua, riceve il dono e lo cede alla parrocchia, che lo mette all'asta affinchè altri allevatori facciano a gara a chi offre di più. Il ricavato sarà l'entrata più importante per sostenere le opere parrocchiali. Non so quando sia cominciato questo costume che trasforma in gioco un atto di devozione e una generosa donazione alla Chiesa, ma sicuramente chi lo ha inventato era furbetto. La novena che precede la festa è un'apoteosi. La chiesa è zeppa, c'è una messa solenne e, di seguito, l'asta in piazza. Non sono esposti solo vitelli, ma anche porci, galline, casse di frutta, torte, polli arrosto e ogni altro ben di Dio.

Fino a qualche anno fa vi abbondavano anche le bottiglie di cachaça, una specie di grappa distillata dalla canna da zucchero. Gli animi si esaltavano, e di tanto in tanto ci scappavano le coltellate e il morto. Se proponevi di bandire l'alcool, minacciavano di non collaborare, o di fare la festa per conto loro. Poi i tempi sono cambiati. Non tutto il bene è nel passato, e non tutto il male è nella modernità. Ora il Vescovo ha proibito gli alcoolici nelle feste religiose e i cattolici si sono adeguati. Anche i bevitori più incalliti, ormai, si vergognano a protestare. Non per nulla siamo circondati di chiese che bandiscono severamente gli alcoolici: gli evangelici convertono i cattolici. Inoltre, nessuno più ignora le numerose tragedie familiari moderne provocate dall'alcool e dalle droghe, e la gente è terrorizzata dal pensiero che i propri figli cadano nella spirale del vizio.

L'asinello modenese della foto può dirsi soddisfatto: avrà la sua parte di benedizione, perchè anche in Italia, in questi giorni, si festeggiano le bestie. Là il patrono è S. Antonio Abate, che qui si chiama Antao, e cade il 17 gennaio. A Castelluccio c'è ancora la tradizione di celebrare una messa per gli animali da stalla e da cortile. Dopo la messa, naturalmente, si va a mangiare insieme le zampanelle. E' una specie di comunione civile che tutti la possono fare, anche quelli che hanno dei peccati più grossi delle boasse. L'usanza di riunire le vacche da latte e gli asini e i muli in paese per una benedizione generale non esiste più, così come è finita quella del prete che va di stalla in stalla. Oggi si unisce la benedizione delle stalle (diventate, ormai, stalloni pieni zeppi di vacche, immigrati e tecnologia) assieme a quella delle case, così anche gli animali domestici partecipano, a modo loro, alla quaresima!

Sono feste pagane o cristiane? Immagino che il bisogno di festeggiare le bestie, dove esse sono il sostegno fondamentale dell'economia familiare, sia un modo indiretto di ringraziare Dio per il dono della vita. In tempi non tanto remoti era anche una supplica contro le pestilenze. Ringraziamento e propiziazione sono due atteggiamenti sostanzialmente buoni, nei quali è difficile distinguere tra paganesimo e cristianesimo perchè fanno parte di qualsiasi culto religioso. La modernità tende a spazzare via l'uno e l'altra. Attualmente le malattie del bestiame sono scongiurate con le vaccinazioni in massa e, di tanto in tanto, con un vero e proprio genocidio di milioni di poveri animali. Nella società dei consumi, la finalità degli allevamenti è più esplicita che nel passato: le bestie sono soldi per il produttore, bistecche e petti di pollo per il consumatore. In margine alla festa degli animali possono accadere anche le conversioni (o riconversioni). Ho incontrato in chiesa la Zulmira (nome fittizio), che era passata a una chiesa pentecostale e, quando mi ha visto, mi ha detto: "Padre, sono pentita. Oggi sono tornata a messa, ma non sono ancora pronta per la comunione: dovrò confessarmi per sentirmi a posto".

A scanso di equivoci abbiamo trasformato le messe della novena, frequentate in massa, in occasioni di evangelizzazione. Il tema di quest'anno è particolarmente duro, quasi provocatorio: "Fraternità e sicurezza pubblica". E' un anticipo dell'argomento proposto dai Vescovi per la quaresima. Vi cito alcuni sottotitoli: i beni materiali e la criminalità. La piramide sociale e la criminalità. L'impunità dei delitti dei colletti bianchi. La violenza del razzismo. La violenza del traffico stradale. Lo sfruttamento sessuale. L'universo delle droghe. Tutto per concludere che, se non abbiamo più bisogno di Dio per allevare gli animali, abbiamo però bisogno più che mai di seguire e vivere il Vangelo per restare umani e, anzi, camminare verso la pienezza di umanità, che è quella di Gesù. Naturalmente non illudiamoci, le ambiguità restano. Chi riesce ad affrontare di petto e a fondo questi temi nella predicazione di massa? Ci vorrebbe il coraggio e la forza di Gesù Cristo, che non per nulla è finito in croce. Noi ci accontentiamo di esporre a grandi linee, ed è già abbastanza difficile.

7 gennaio 2009

EPIFANIA: AVANTI O INDIETRO?

La Befana è la prima festività del nuovo anno. Per i cattolici è Epi-fania=manifestazione di Dio, cioè memoria viva dell'incontro di Gesù con "gli altri" popoli, rappresentati dai Magi: tutte le genti che prima non appartenevano al popolo eletto. Siccome conoscere Dio è un dono, per i bambini di alcuni paesi è diventata la festa della vecchietta che porta i dolcetti. Due italiani sono venuti con me a celebrare la messa dell'Epifania nell'accampamento Honestino, ai margini della statale Itaberai-Itapuranga. Questo è avvenuto la domenica 4, perchè in Brasile Epifania non è festa di precetto e, quando cade fra la settimana, si celebra la domenica precedente. Siccome la tenda delle riunioni era semidistrutta dalle pesanti piogge di questi giorni, ci siamo riuniti sotto quella della famiglia di Giusta, che vedete nella foto. E' una signora che parla ininterrottamente, ma a modo suo è una profetessa: frammezzate alle innumerevoli cose inutili che dice alcune, che splendono come stelle nella notte, sono Parola di Dio. Lei, fino ad alcuni anni fa, abitava nella periferia della capitale ed era una parrocchiana di don Arrigo. Poi si è unita ai "senza terra" sperando di ottenere un poderetto tramite la Riforma Agraria.

Abbiamo atteso a lungo. La gente non arrivava. Quelli della Fazenda Santa Rosa non venivano perchè il cielo era cupo e ogni quarto d'ora cadeva un diluvio. Molte famiglie di accampati, non trovando lavoro nelle campagne circostanti in questi giorni piovosi e con la scusa delle feste, erano ritornati nelle loro baracche o casupole delle varie città di provenienza, oppure in visita a parenti. Un gruppo notevole era appena uscito, ad accompagnare all'ospedale una compagna che, una mezz'ora prima del nostro arrivo, si era sentita male. Quando ho chiesto alle donne se volevano la messa ugualmente, la Giusta ha risposto citando il Vangelo: "Se lei deve celebrare nella chiesa di Itaberaì e arrivano solo tre persone, lei la sospende, la messa? E allora! Noi celebriamo, e "dove sono due o tre riuniti in nome mio io sono in mezzo a loro!" Io le ho risposto: "Sante parole!" e ho iniziato. C'erano tre ragazzini, la Giusta e altre tre donne, il prete, un signore che poi è arrivato in ritardo, e due italiani forse sbalorditi di questa esperienza mai vissuta prima: una messa sui bordi della strada asfaltata, sotto una tenda in mezzo al fango, attorno a un tavolo da cucina, nel frastuono di una pioggia torrenziale. Non ho lasciato nemmeno che i presenti partecipassero al commento delle letture, come sono solito fare quando si è in pochi: ho fatto l'omelia da solo. Temevo che la Giusta facesse troppe profezie!

Dopo tutto, non nascondo che ho provato molta soddisfazione e ho vissuto quella messa come un dono degno dell'Epifania! E come no? Non ho avuto il privilegio, immeritato, di andare alla capanna di Gesù Bambino come i Magi? Sentirsi nella Chiesa che comincia l'anno celebrando l'Eucaristia tra gente a cui il mondo non ha ancora dato un posto per vivere e nemmeno un vero tetto per ripararsi! La Chiesa tra i poveri mi sembra al posto giusto.Una giovane ex-parrocchiana che adesso lavora a Brasìlia in una struttura pubblica per i casi difficili, mi scrive: "Ho paura di noi...delle cose che facciamo, che tralasciamo o permettiamo.....Il governo mi ha messo nei turni di notte. L'obiettivo è occuparsi di quelli che usano il crack e altre droghe e non sanno dove cercare aiuto, sto lavorando vicino alla stazione delle corriere di Brasilia. Questa notte ho conosciuto 4 bambini, 7, 7, 8 e 9 anni.. mi hanno detto che usano il crack e sono vittime di abusi sessuali da parte di gente che passa in auto e li prendono su...penso di non riuscire più a gestire tutto questo con la tranquillità di prima. É tutto molto triste. Essi sono molto aggressivi e la gente li tratta come animali. La polizia dice che non c'è più soluzione e che essi stanno per morire e moriranno un giorno o l'altro. Quando ho dato un pongo al bambino per giocare in attesa di una macchina che lo portasse a un centro di assistenza, lui si è messo a giocare più tranquillo e il poliziotto ha detto: "A vederlo così sembra perfino un buon bambino!"

La Chiesa brasiliana ha rallentato? Forse sì, ma continua a guardare avanti. Altro che cercare la nostra identità cristiana nel passato non remoto, nelle tonache impeccabili o nelle celebrazioni in latino con la schiena rivolta verso i fedeli! Il passato non fu così bello come alcuni lo idealizzano, e in ogni caso non torna.
Il Regno di Dio non è nel passato, ma nel futuro. Non si può far ruotare il calendario all'indietro.

Tra qualche giorno cominceremo la festa del patrono di Itaberaì, San Sebastiano. Le messe della novena avranno un tema particolarmente duro e scabroso. E' quello della Campagna della Fraternità, che i vescovi hanno già stabilito per la prossima quaresima: "Fraternità e sicurezza sociale". E' l'analisi delle cause della violenza che fa sempre più paura, perchè avanza sulla società come l'onda di uno tsunami: per arrivare alla consapevolezza che siamo tutti coinvolti e che il problema non lo risolverà la polizia, ma il cambiamento degli stili di vita. Noi, spesso, siamo come il fratello maggiore del figlio prodigo: vorremmo semplicemente che il Papà mandasse al diavolo il fratellino che si è rovinato con le sue mani ed è diventato fastidioso. Invece il Papà lo ama, e sa che noi non cresceremo se non impareremo ad amarlo come lui.

2 gennaio 2009

CAPODANNO: LA PACE SULLA CARTA E NELLA VITA

Un gruppo di montanari italiani è arrivato a casa mia. L'ultimo dell'anno ha scalato la Serra Dourada. E' alta solo 1200 metri, ma per salire con le temperature e il sole tropicali è quanto basta. Guardate questo ragazzo di Benedello: come è felice di aver raggiunto la cima! Il panorama, di lassù, è magnifico. Si sente un vincitore, lui che è abituato ad affrontare i calanchi.

Ogni primo giorno dell'anno rinnoviamo gli auguri di pace sulla terra e celebriamo la Giornata Mondiale della Pace. Il papa scrive un messaggio speciale. Il primo augurio di pace del cristianesimo fu fatto dagli angeli a Betlemme, due millenni orsono: "Pace in terra agli uomini (e donne) di buona volontà". Il papa Giovanni XXIII 45 anni fa scrisse la "Pacem in terris" . Si fa davvero qualche passo concreto ed efficace, o ci sentiamo a posto solo perchè abbiamo la Dottrina Sociale della Chiesa su un pezzo di carta?

Ci sono molti suggerimenti interessanti nel messaggio di Benedetto XVI di quest'anno. Dice che la miseria favorisce o aggrava i conflitti armati, e questi producono ancor più miseria. Perciò la costruzione della pace dipende da tutte quelle azioni, pubbliche e private, che diminuiscono le disparità tra classi ricche e classi povere, paesi ricchi e paesi poveri. Ce n'è per tutti. La politica e i politici sono chiamati a ridurre drasticamente le ingenti spese in armi e militarizzazione, e impegnare tali risorse per garantire a tutti i cittadini e a tutti i paesi il necessario per le necessità fondamentali della vita, che sono un diritto e non un favore! Ciascuno di noi ha il dovere di adottare uno stile di vita più sobrio e più solidale, per non sprecare risorse alla faccia di chi manca del necessario, e per non aggravare i danni ambientali che sono già a livelli critici.

Dice anche che, chi vuole essere veramente cristiano, vede Cristo nel volto dei fratelli. E tutti, comunque - se non vogliamo che gli auguri di pace all'inizio di ogni anno siano solo un rito privo di senso o un atto di pietismo ipocrita - dobbiamo imparare i principi fondamentali della responsabilità sociale e fratellanza umana. Negli ultimi decenni tutti i dati hanno indicato un aumento costante del fossato che separa ricchi e poveri. Questo vuol dire che di politiche veramente umane e cristiane non ne sono state fatte, ed è stato fatto il contrario. Regna e impera l'ipocrisia, e il dio dei potenti di questo mondo è il lucro che permette di togliere dalle tasche dei poveri per accumulare in quelle dei ricchi. L'etica, tanto invocata a favore della vita quando si tratta di cellule staminali, di infermi in stato vegetativo e altre cose del genere (forse solo per sembrare buoni cattolici?), è già morta e defunta sul piano dell'onestà economica, solidarietà sociale e civismo.

Poi cita Giovanni Paolo II: "Fedeli all'invito del loro Signore, le comunità cristiane non trascureranno di assicurare sostegno a tutta la famiglia umana con una solidarietà creativa, non solo condividendo il superfluo ma soprattutto alterando "gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società". Vi ho tradotto e riassunto brevemente il messaggio papale frammezzato con riflessioni mie personali non per distorcerne il senso (potete leggere l'originale se non vi fidate!), ma perchè mi era venuto un dubbio atroce: "Chi li legge questi messaggi?" Eppure sono profondi e ispirati al vangelo. Forse la gente aspetta altro. Vuole esempi pratici, o qualche gesto forte che la svegli. In pratica ci sono miliardi di persone che non hanno bisogno di modificare il loro stile di vita, perchè vivono già una sobrietà che sconfina nella miseria. Ce ne sono milioni che hanno fatto scelte personali coerenti, di fede cristiana o semplicemente di coerenza umana.

Cosa ci possiamo aspettare dai palazzi? Gli Erodi difendono i loro troni. Rivolgiamo lo sguardo alle stalle e catapecchie, o più semplicemente alle case e canoniche modeste del mondo, alle comunità di base e a tutti coloro che hanno consacrato la vita alla fraternità che è condivisione e costruisce la pace! Gesù vi rinasce ogni giorno. I pastori si riuniscono ad adorare ed escono glorificando Dio. La gente si meraviglia. Qualcuno, come Maria, pensa a questi avvenimenti e li conserva nel cuore. La Parola di Dio scende dall'alto, ma si incarna nelle persone di buona volontà e diventa vita nuova. Stamattina ho portato la comunione alla signora Argisa, una donna di 77 anni dell'estrema periferia che è stata colpita da un ictus e per qualche tempo non potrà più camminare. E' devota di San Francesco, ed era sempre la prima ad arrivare nella chiesina dedicata a lui nel quartiere, per la messa. La prima cosa che mi ha detto, iniziando la preghiera, è stata: "Preghiamo perchè finisca la violenza!"

26 dicembre 2008

UN AUGURIO BIBLICO PER IL 2009


Oggi comincio una pagina in evoluzione, che completerò man mano nei prossimi giorni. Comincio con una foto ricordo del 1968, Un pò per vanità, un pò per dire come gli anni passano.... Me l'ha portata Tino, che allora era quel bimbo che vedete accanto a me e oggi è un omone grande e grosso. Lui era il paggetto. Fu uno di quei matrimoni umili che non si fanno quasi più, in una chiesina di campagna, tra contadini. L'essenziale, per loro, era il Sacramento dell'unione coniugale, ma non dispensavano alcune fotografie. Tino, adesso, nel tempo libero fa un ottimo apostolato tra i giovani della parrocchia. Per quel che ne so è l'unico che riesce ancora a fare esercizi spirituali a gruppi di giovani durante il carnevale.... E' stato fedele alla sua vocazione battesimale.

Sono passati 40 anni. Ora sta finendo anche il 2008, e noi di Itaberaì lo finiamo malamente. Poco prima di Natale abbiamo avuto due omicidi e due suicidi, oltre alla morte per infarto di un bravissimo animatore della comunità di Pastinho. Sebastiao, il padrone del boteco (specie di bar primordiale) all'angolo della mia strada, è stato ucciso a coltellate alle quattro del mattino, quasi davanti a casa mia. Io non ho sentito nulla. Dicono che due uomini l'hanno inseguito, e quando l'hanno raggiunto l'hanno lasciato lì in una pozza di sangue. Pare che non ci sia nessun testimone oculare: solo supposizioni. Forse un furto a mano armata, o forse una vendetta. Si parla di un tipo conosciuto come ladro, che era in prigione per essere stato denunciato da Sebastiao ed è stato rilasciato qualche settimana fa. Io vi descrivo spesso le meraviglie operate dal Vangelo tra i poveri, nelle comunità di base: ma è giusto ricordare anche che questi germogli - segno che il Regno di Dio è già in mezzo a noi - spuntano in un campo sempre disseminato di erbacce.

Dopo Natale, pensiamo già alla notte di capodanno. Il passaggio dell'anno ha sempre avuto un effetto suggestivo sulle persone. Non succede niente di straordinario, ma il semplice fatto di cambiare data stimola l'immaginazione. Forse che israeliani e palestinesi si metteranno d'accordo? Il presidente dell'Iran scriverà una lettera d'amore a Bush e Obama? Le guerre finiranno? I miliardari metteranno in pratica la proposta iperbolica che ho immaginato alcuni giorni fa in queste pagine? Nemmeno per sogno. Inizieranno, al contrario, altre guerre e la crisi finanziaria continuerà il suo corso. Non sembra che i responsabili abbiano intenzione di intervenire sulle sue vere cause. Tuttavia continuiamo ad augurarci un 2009 di pace e felicità, perchè l'augurio ci tira su e fa bene alla salute. La data è una buona occasione per rinnovare la speranza attiva che, in effetti, pian pianino può cambiare le cose.

Credo che le feste di fine anno abbiano radici non solo nelle religioni pagane, ma anche nella Bibbia che afferma: "Dio è Signore del tempo". Secondo il teologo Jean Luis Ska il libro della Genesi, raccontando la creazione, ripete tre volte questo postulato della fede: il primo giorno Dio crea l'alternanza del giorno e della notte. Il quarto giorno fissa le stelle del cielo costruendo il grande orologio che permetterà all'umanità di fare i suoi calendari. Il settimo giorno riposa, mettendo in risalto l'importanza di interrompere le occupazioni abituali e fermarsi a intervalli regolari, per dedicarsi ad attività gratuite e alla preghiera.

Noi cattolici celebriamo il primo gennaio come "giornata mondiale della pace", che è una maniera eccellente di metterci in sintonia con il Creatore. Durante la messa leggiamo, o riassumiamo, il messaggio del papa. La messa di mezzanotte, di felice memoria, non si riesce più a celebrarla. Nella notte di San Silvestro
i cenoni, veglioni, fuochi d'artificio e bòtti hanno preso il sopravvento. Il consumismo unisce i popoli? Pare proprio di sì, però c'è anche chi rimane fuori. Sabato scorso alcuni italiani in ferie da queste parti sono venuti con me a pregare in un accampamento di "senza terra" ai margini della strada. Sotto una tenda, alla luce del lampione a gas e sotto una pioggia torrenziale, seduti in circolo su letti e panche, una lettura biblica commentata dai partecipanti, rosario, e poi condivisione di caramelle e cioccolatini. Tanto per fare loro compagnia, perchè in questi giorni di feste sono più soli che mai. I compatrioti hanno notato che la situazione è poco lusinghiera, ma dignità e speranza non mancano. Dio infonde coraggio e fiducia. Mi hanno raccontato la storia di una bimba dell'accampamento a cui una signora, che si era fermata con la macchina per vedere la situazione, ha chiesto: "Che cosa chiedi a Babbo Natale?" Ha risposto: "Un pezzo di terra per il mio papà!" Auguriamoci che ognuna di quelle 60 famiglie, e tutte le altre del mondo intero senza un luogo per vivere e un lavoro dignitoso, ottengano questo in regalo.

Vi offro il mio augurio biblico per il 2009: il salmo 14 (13)!
L'insipiente dice in cuor suo: "Dio non c'è"!
Si sono corrotti, praticano azioni abominevoli:
non ce n'è uno che faccia il bene.

Dal cielo il Signore si china verso i figli di Adamo
per vedere se ne è rimasto qualcuno di buon senso,
qualcuno che cerchi Dio.

Si sono tutti traviati e anche ostinati:
non c'è chi faccia il bene,
non ce n'è nemmeno uno.

Forse che questi malfattori non si accorgono
di come calpestano il mio popolo
come se mangiassero pane?
E non invocano il Signore.

Tremeranno di paura
perchè Dio sta dalla parte dei giusti.

Voi potete confondere i progetti del povero
ma il suo rifugio è Dio.

Magari arrivi da Sion la salvezza per Israele!
Quando il Signore cambierà la sorte del suo popolo
Giacobbe esulterà e gioirà Israele!

19 dicembre 2008

AUGURI DI NATALE, CRISI E IL MIRACOLO


Per il secondo anno consecutivo questo blog fa gli auguri ai suoi lettori. Ve li faccio con questa icone e due versi di un inno composto e inciso dal contadino mistico Manelão (brasiliano): "Dentro alla notte buia della terra dura del mio popolo - nasce una luce raggiante, nel petto errante, è giunta l'aurora!".

Sarà giunta l'aurora? In alcuni momenti sembra di sì, ci sono dei segni. Altre volte il sole torna indietro e ricadiamo in una notte profonda. Una e-mail mi informa: "In Italia si prevede che, nel corso del prossimo anno, 600 mila lavoratori rimarranno disoccupati". Non so se la previsione è corretta, ma in ogni caso è assai triste. Dietro i lavoratori ci devono essere intere famiglie. Che cosa succede in una famiglia, quando vive nell'angoscia della disoccupazione e nelle ristrettezze economiche? Malumori, liti, separazioni, ragazzi che devono rinunciare agli studi, complessi di inferiorità e altro. Un quadro tutt'altro che natalizio. La crisi finanziaria sta producendo questi effetti tragici non solo in Italia ma in tutta l'Europa, negli Stati Uniti d'America e, naturalmente, in Brasile. La moneta brasiliana, che durante il governo di Lula aveva acquistato valore passando da 3,50 per ogni dollaro alla quasi parità, in questi giorni è tornata al punto di partenza. Manovre finanziarie internazionali che la gente come me non comprende. I ricchi privatizzano il lucro e socializzano le perdite, distribuendole ai poveri.

Il Natale, per noi cristiani, dovrebbe essere un avvenimento. Non può essere ridotto a una scorpacciata di tortellini, arrosto, vini pregiati, panettoni e spumante. Avremmo bisogno di fare ogni anno qualcosa di nuovo e sorprendente che dimostri che, almeno per noi, Gesù è venuto a cambiare il mondo. Meglio ancora: per noi, l'anno intero dovrebbe essere Natale. Mi sono messo a osservare, pensare e fare un pò di conti. Osservo ciò che fanno le comunità di base dei quartieri più poveri: hanno case modeste e anche un pò squinternate e la porta quasi sempre aperta. A uno manca il sale, l'altro ha bisogno di peperoncino, le massaie fanno uno scambio continuo di prestiti da una cucina all'altra, da un orto all'altro. Quando nasce un bimbo, i vicini organizzano una festa che si chiama "chà de fralda" (tè di pannolini), e per partecipare ognuno deve portare qualcosa di corredo da dare alla puerpera per le cure al neonato. C'è pure il "tè di casa nuova", in occasione del trasloco. Ogni settimana fanno l'incontro biblico, che finisce quasi sempre con la composizione di una "cesta bàsica" (sporta piena di alimenti di prima necessità) per qualche vedova in difficoltà economiche o famiglia colpita da malattie e disgrazie, oppure con una visita ai vicini più soli. Insomma i poveri la fanno risplendere davvero tutto l'anno l'aurora del Natale, nel loro piccolo! Come sarebbe diverso il mondo se facessero così anche i ricchi e....quelli così e così?

Quel Bambino Figlio di Dio che nasce ci chiede di fare così, di condividere ogni cosa giorno dopo giorno e di considerarci fratelli. Invece il "mercato globale" che cosa ci fa fare? Come spiega bene uno dei miei corrispondenti e-mail della montagna modenese, il mercato offre agli italiani l'ananas, l'avocado, la papaya e il mango, e ai brasiliani le pere, le mele e le pesche. I camion del Brasile fanno 3 o 4 mila chilometri per portare i pesci del litorale sud ai ricchi di Salvador, Recife e Fortaleza, e tornano a Porto Alegre carichi di pesci del litorale nord, per i ricchi delle città del Rio Grande del sud, Santa Catarina e Paranà! "Bella trovata" scrive il mio spiritoso e onesto corrispondente. "Perchè a noi non bastano le nostre crescentine col pesto, ciacci e zampanelle"?

Mettiamo che il minimo di cui ha bisogno un lavoratore italiano disoccupato sia 2 mila euro. Duemila euro per 600 mila fa un miliardo e 200 milioni di euro al mese. Dirigenti aziendali, giocatori di calcio, star del cinema o tv che arrivano a 500 mila euro al mese: quanti sono, tra voi, che credono in Gesù e ogni tanto si fanno il segno della croce? Forse un migliaio? Perchè, per un anno o due (la crisi non durerà in eterno!), non vi accontentate di 10 mila euro al mese, e offrite il resto ai disoccupati? Avremmo 490 milioni disponibili, che coprirebbero il fabbisogno di 245 mila famiglie. Io non vi posso aiutare, perchè il mio reddito è sotto i mille al mese: ma per voi, ricchi e credenti, la crisi è un'ottima occasione per dimostrare che la giustizia si può fare senza violenza! E voi che avete un reddito di poco inferiore: da 400 a 100 mila euro al mese, quanti siete? Se siete almeno duemila e imitate questo magnifico esempio dei più ricchi, avremmo altri 400 milioni circa, per altri 200 mila lavoratori. Deputati, senatori, ministri, governatori, magistrati, eccetera, con uno stipendio medio mensile di 30 mila euro, perchè non fate la stessa cosa? E voi, professionisti liberali, non offrite la parte di onorari che oltrepassa i diecimila al mese? Che bel Natale sarebbe, e che miracolo della moltiplicazione del pane! Tra l'altro: un paese con gente così non ha più paura di niente, e il mondo intero capirebbe che i cristiani, per mezzo di Gesù, hanno un rapporto con Dio molto speciale: Gesù è Dio con noi, Emmanuel. Date retta a un ingenuo come me: fate accadere l'impossibile! (Faccio finta di non sapere che i miei lettori non rientrano in queste categorie!)

Mi dicono: "Non può funzionare. Pagare uno stipendio a chi non lavora è un'idea orribile. Stimola la pigrizia, offende chi riceve e pure chi lavora sodo!" E' vero. Allora affidiamo a loro i lavori pubblici che le amministrazioni non fanno per mancanza di risorse: pulire e tenere in ordine parchi e giardini, le strade, i boschi di montagna, e simili. Ce ne sono tante di opere che nessuno fa e che sarebbero utilissime per la salute e il benessere collettivo.

Queste cose non accadono perchè nemmeno i socialisti più accaniti credono più alle uguali opportunità e all'uguaglianza. La competizione è l'anima del mondo del lavoro e del mercato neo-liberale. Per chi ha perso la gara ed è rimasto tagliato fuori le autorità civili e religiose pronunciano frasi di solidarietà nei loro discorsi, e noi spendiamo due parole e versiamo una lacrimuccia. Inutili ipocrisie. Per far splendere la luce di Cristo ci vuole ben altro! Per secoli il mondo ha assistito allo spettacolo di paesi cristiani che aggredivano, massacravano e spogliavano popoli africani, sudamericani e asiatici, riducendoli a colonie per arricchirsi: di presepi ne hanno visti tutti, ma di condivisione poca! Devo ammettere che ho visto qualche ricco praticare la solidarietà, almeno a titolo personale e privatamente. Ma con la struttura economica e politica che ha oggi il mondo, occorre qualcosa di veramente clamoroso, macro-economico, globale!